“Una scuola, un lavoro, percorsi di eccellenza” è il progetto, promosso dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’arte, ha visto la selezione di due allieve di AFOL Metropolitana per svolgere uno stage extracurriculare retribuito presso prestigiose realità aziendali del territorio.

La Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte di Milano, che da anni mostra la sua particolare attenzione verso gli enti di formazione operanti in ambiti vicini al mondo dell’arte, ha raggiunto il traguardo dei 35 tirocini promossi e sostenuti nell'edizione 2014/2015 del progetto “Una Scuola, un Lavoro. Percorsi di Eccellenza”, dedicato all'inserimento di giovani talenti nel mondo dei mestieri d'arte.

Con questo progetto, promosso e finanziato dalla Fondazione Cologni con il coinvolgimento di altri enti privati, ai talenti più promettenti tra i neo-diplomati, neo-qualificati e neo-laureati di tutta Italia, segnalati e candidati dalle migliori Scuole di arti e mestieri, viene offerta l’opportunità di affinare la loro vocazione e i loro studi, imparando il mestiere “sul campo” con un tirocinio extra-curricolare remunerato presso botteghe, laboratori e atelier d’impresa, a stretto contatto con grandi maestri artigiani.

Tra i giovani selezionati anche due allieve appartenenti agli enti di formazione di AFOL Metropolitana. Nello specifico Alessia Martini allieva dei corsi di Sartoria avanzata, Modellismo e Fashion Design di AFOL Moda, che ha svolto uno stage presso Spazio Milani e Elena Bulai, allieva del corso di operatore dell’abbigliamento del CFP Paullo, che è stata ospitata da Dolce & Gabbana.

Le ragazze hanno avuto così l’opportunità di accedere a un tirocinio della durata di sei mesi presso la realtà artigiana prescelta e resasi disponibile, ricevendo una indennità di 700 Euro netti mensili, con tutti gli oneri e le coperture assicurative a carico della Fondazione Cologni.

Scarica il comunicato stampa

L’approccio all’educazione sessuale viene realizzato nell’ottica di fornire agli studenti delle classi prime una serie di conoscenze che permetta loro di affrontare in modo più consapevole e sereno il tema della sessualità, prendendo le distanze da false informazioni e pregiudizi al fine di sviluppare rapporti interpersonali equilibrati. È proprio in un’età di cambiamenti, quale l’adolescenza che si ritiene fondamentale affrontare questo tema per sviluppare una maggiore coscienza di sé e del significato che riveste il rapporto con l’altro. Le allieve sono state coinvolte in una serie di incontri presso il Consultorio familiare di Via Remo La Valle. Gli incontri hanno sicuramente reso  le allieve e gli allievi più consapevoli sulla tematica della prevenzione di comportamenti a rischio, sulle malattie sessualmente trasmissibili e, soprattutto, hanno fornito buone opportunità di risposta a ogni dubbio e questione sollevati dalle allieve. L’attività ha previsto la presenza di due operatrici del consultorio che hanno accolto le allieve nelle loro richieste e hanno spiegato il significato e la necessità di un’adeguata conoscenza al fine di prevenire comportamenti che possano essere fonte di disagio fisico e psicologico.

Mercoledì, 18 Marzo 2015 17:43

Per ricordare…

Lo scorso 29 febbraio, in occasione della giornata della memoria, la classe quarta del corso di Operatore del benessere – estetica si è recata insieme agli insegnanti al CENTRO ASTERIA pe rincontrare Vera Vigevani Jarac.

Nata nel 1928 A Milano, negli anni in cui si stava affermando la dittatura fascista e si stavano promulgando le leggi razziali che avrebbero portato agli orrori della Seconda guerra Mondiale e allo sterminio della popolazione ebraica, Vera e la sua famiglia si trovarono costretti ad emigrare in Argentina, nel 1938, per sfuggire alle persecuzioni fasciste, perché ebrei. Nonostante ciò suo nonno, Ettore Camerino, si rifiutò di lasciare l’Italia, venne arrestato e deportato ad Auschwitz dove morì nel 1944. A Buenos Aires la vita di Vera sembrava serena, sposò Giorgio Jarac da cui ebbe una figlia Franca e intanto iniziò a lavorare per l’ANSA. Ma nemmeno l’Argentina era un paese tranquillo e nel 1976 un golpe sconvolse il paese. Da questo momento in poi vi fu un’opera di progressiva repressione del popolo argentino fino alla tragedia dei “desaparecidos”. Franca, figlia di Vera all’epoca diciottenne, fu rapita e scomparve nel nulla e i suoi genitori non seppero più niente. Vera lottò con tutte le sue forze  e si unì ad altre madri  le “Madres de la Plaza de Mayo” venendo a scoprire solo recentemente che Franca venne uccisa quasi subito e sparì su uno dei cosiddetti “voli della morte”. Ancora oggi a 85 anni gira il mondo portando il suo messaggio di pace soprattutto ai giovani.

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